Santuario di Santa Maria all'Impruneta

Santuario di Santa Maria all'Impruneta

Il Santuario di Santa Maria all'Impruneta è uno dei santuari mariani più noti di Toscana. La sua fondazione è circondata da leggende e tradizioni popolari che ci fanno comprendere l’importanza e il fascino che questa ha sempre esercitato nella tradizione religiosa fiorentina.

La leggenda narra che l’Immagine della Vergine, dipinta dall'Evangelista Luca, venne portata in Toscana da San Romolo e dai suoi seguaci, i quali, a causa delle persecuzioni, la seppellirono per nasconderla. La tradizione del suo ritrovamento ha la sua prima redazione scritta nella cronaca del Pievano Stefano Buondelmonti che nei Capitoli della Compagnia della Madonna dell’Impruneta (1375 circa) scrive: «il dipintore d'essa el vangelista Luca Santo». La fama si san Luca come pittore risale già al VI secolo, e diverse sono le immagini di Maria attribuite a Luca: quelle di Czestochowa, di Santa Maria Maggiore a Roma, di Bologna…
Molti anni dopo il seppellimento, a seguito del fallito tentativo di costruire una cappellina dedicata alla Madonna sul monte delle Sante Marie – poichè le mura innalzate durante il giorno si disfacevano durante la notte - si decise di affidare la scelta del luogo per l'erezione del tempio ad una specie di ‘giudizio divino’, ovvero di aspettare un segnale dai buoi che portavano le pietre per la costruzione. I buoi si inginocchiarono nel punto in cui sorge l'attuale chiesa: si cominciò a scavare e si udì ad un colpo di vanga più vigoroso il lamento della Vergine, che finalmente venne ritrovata.
Alla Vergine dell'Impruneta furono profondamente devoti anche i Medici, e la sua fama crebbe a dismisura quando la traslazione della Sacra Immagine a Firenze fece cessare la peste del 1633. In segno di ringraziamento, vennero tributati alla Madonna splendidi doni come ex-voto, esposti ora nel Museo del Tesoro. La Compagnia delle Stimmate di San Francesco edificò nel 1634 a proprie spese il portico antistante la facciata della basilica, realizzato da Gherardo Silvani.
Nel 1711 ci fu un'altra processione voluta dallo stesso Granduca con la speranza che la Vergine scongiurasse l’imminente fine della dinastia medicea, concedendo la guarigione all'erede al trono, il Gran Principe Ferdinando. Questa traslazione, che si protrasse dal 20 maggio al 3 giugno, fu una delle più spettacolari, e alla Vergine furono tributati splendidi, tra i quali il Paliotto in argento di Giovan Battista Foggini, donato dai Medici per l'altare della Madonna.
La politica dei Lorena, tesa alla modernizzazione in senso laico e illuminista dello Stato, ridimensionò il culto della Vergine, che venne portata in processione a Firenze l'ultima volta nel 1740.
Anche la chiesa di Impruneta fu travolta dagli insensati bombardamenti del 27 e 28 luglio 1944, che distrussero gran parte della struttura e danneggiarono gravemente molte opere d'arte. Solo l'Immagine della Vergine non subì danni; trasferita a Firenze venne poi riportata definitivamente nel 1947 all'Impruneta, secondo l'antica tradizione, su un carro trainato da buoi, accompagnata da una moltitudine di fedeli.